La mia Terra di Mezzo

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lunedì 13 novembre 2017

Un francobollo blasfemo

(di Roberto de Mattei) Il 31 ottobre 2016 papa Bergoglio inaugurava l’anno di Lutero, incontrando i rappresentanti del luteranesimo mondiale nella cattedrale svedese di Lund. Da allora riunioni e celebrazioni “ecumeniche” si sono succedute ad abundantiam all’interno della Chiesa.
A un anno esatto da quella data, la “svolta luterana” è stata suggellata da un atto simbolico di cui pochi hanno avvertito la gravità: l’emissione, da parte delle Poste Vaticane, di un francobollo che celebra la nascita del protestantesimo, avvenuta il 31 ottobre 1517, con l’affissione delle 95 tesi di Lutero sulla porta della cattedrale di Wittenberg. «V Centenario della Riforma protestante», si legge in cima al francobollo, presentato il 31 ottobre di quest’anno dall’Ufficio Filatelico del Vaticano.
Secondo il comunicato ufficiale, il francobollo: «ritrae in primo piano Gesù crocifisso sullo sfondo dorato e atemporale della città di Wittenberg. In atteggiamento di penitenza, inginocchiati rispettivamente a sinistra e destra della Croce, Martin Lutero sostiene la Bibbia, fonte e meta della sua dottrina, mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero, uno dei maggiori protagonisti della riforma tiene in mano la Confessione di Augusta, Confessio Augustana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta».
La sostituzione, ai piedi della Croce, della Madonna e di san Giovanni con i due eresiarchi Lutero e Melantone costituisce un’offesa blasfema che nessun cardinale o vescovo cattolico ha finora apertamente biasimato. Il significato di questa raffigurazione è spiegato dalla dichiarazione congiunta della Federazione Luterana mondiale e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei cristiani, apparsa lo stesso giorno della stampa del francobollo. La nota riferisce del positivo bilancio del dialogo tra cattolici e luterani, conferma la «nuova comprensione degli eventi del XVI secolo che condussero alla nostra separazione» e afferma come ambo le parti sono «molto grate per i doni spirituali e teologici ricevuti tramite la Riforma».
 

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